noi la crisi non la paghiamo e questo quartiere se ripiamo

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La risposta dei politici alla crisi
finanziaria consiste in privatizzazione e messa in vendita del patrimonio
pubblico, di aiuti a pioggia a banche, istituti di credito ed imprese e
parallelamente di tagli alla scuola, all’università, alla sanità pubblica e di
un piano Casa che di fatto elimina l’edilizia pubblica e sociale dal panorama
politico.

Insomma vogliono far pagare i loro errori
agli studenti, ai precari, a tutti noi!

 

Vogliamo riprenderci ciò che ci spetta: scuole
e università pubbliche, diritto alla casa, accesso alla cultura, spazi
d’aggregazione.

 

E così hanno fatto circa 500 persone, tra
migranti, precari e precarie, studenti e studentesse, con il collettivo
Black-out e con il Coordinamento Cittadino di lotta per la casa Sabato 8
Novembre 2008 occupando l’edificio ex-ASL vuoto da alcuni anni in Via
Revoltella 135, zona Monteverde, che stava per essere venduto ad un privato per
trasformarlo nell’ennesima speculazione.

 

Questa occupazione vuole bloccare un’altra
speculazione del mattone, fornire una casa alle famiglie e spazi sociali per il
quartiere.

Monteverde è infatti un quartiere dove le
case hanno dei prezzi spropositati che solo alcune persone possono permettersi e
mancano completamente spazi di aggregazione per persone di tutte le età.

 

A livello comunale l’occupazione non ha
fatto molto piacere, alcuni esponenti di AN hanno fatto forti pressioni per lo sgombero
e cercato di stimolare le paure del quartiere e aizzarlo contro “gli immigrati”,
affermando che Monteverde è “zona loro” ed è un quartiere troppo centrale per
le occupazioni. Le nuove famigli che volevano condividere questo quartiere con
noi si sono ritrovate per strada e costrette a cercare un altro posto in una
zona un po’ meno “nera”.

 

Ma secondo noi non è e non deve essere
così, il quartiere ha infatti espresso solidarietà alle famiglie durante i
giorni di occupazione e adesso che se ne sono dovuti andare deve esprimere

il proprio disprezzo verso questi “signori”
che pensano di poter fare ciò che vogliono del posto in cui tutti poi viviamo,
ribadendo che MONTEVERDE è ANTIFASCISTA e

la propria indignazione per come stanno
affrontando questa crisi a livello nazionale, profilandoci un futuro di
precarietà e privatizzazione nello SCIOPERO GENERALE DI VENERDì 12

 

                         

 

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